Diario politico

di Maurizio Ambrogi Caporedattore interni Tg3

  • Si dice spesso che la politica a Palermo segue logiche diverse da quelle nazionali, a volte suggerendo o anticipando soluzioni o equilibri futuri. E certo nel caso delle primarie del centrosinistra sarebbe ingannevole giudicare quel che avvenuto con schemi nazionali: tipo, ha vinto chi voleva l’alleanza col terzo polo contro i fanatici dello schema di Vasto. Perché il vero messaggio che arriva da Palermo, come da Genova o da Napoli, è che nelle primarie è di fondamentale importanza la scelta dei candidati. Si potrebbe obiettare che le primarie servono proprio a questo, a selezionare democraticamente lo sfidante giusto che possa vincere poi le elezioni. E’ vero: e tuttavia il problema è come mai il partito egemone ha sempre maggiori difficoltà ad imporre le proprie scelte, e viene regolarmente spiazzato da outsider provenienti magari da partiti assai più piccoli.  

    Leggi tutto…

  • La guerra è finita? Dopo anni di durissime contrapposizioni, fra Pdl e Pd sembra si stia riaprendo un dialogo sulle riforme istituzionali. Berlusconi lo dice addirittura apertamente, in una intervista a Libero, che sulla legge elettorale bisogna fare i conti anzitutto col Pd e che bisogna evitare una eccessiva dispersione del voto. Prefigurando una possibile intesa fra i due più grandi partiti in chiave di rafforzamento del bipolarismo, anzi del bipartitismo. Che questo scenario riesca a prendere corpo è da vedere, ma che la grande partita sulla riforma del sistema di voto sia cominciata e che sia assolutamente vitale per i due grandi partiti questo è evidente per almeno due motivi.

    Leggi tutto…

  • Lasciamo perdere il tifo: c’è chi si fida di Bersani, chi si innamora di Renzi. Se la logica è: ci serve un leader fico per vincere, la questione rischia di diventare estetica, invece che politica. Lo scontro a distanza fra il rottamatore e il segretario, al netto della polemica “di facciata” sul ricambio generazionale, segnala il problema vero del Pd, anche in vista di una prossima campagna elettorale: l’amalgama non è riuscito, c’è un’area moderata che non si sente rappresentata e si prende il suo spazio di forza, lo schema di Vasto non piace a molti nel Pd e non attrae voti fuori del Pd. Renzi può risultare antipatico e arrogante (per i modi più che per la sostanza), ma la sua “ribellione” se non viene trattata e punita come un’eresia, può risultare molto utile a disegnare un volto più articolato e dunque attraente nell’offerta politica del centrosinistra.

    Leggi tutto…

  • Twitter

  • RSS

  • YouTube

  • Facebook

  • Podcast

  • Sondaggi

Foto Blogger

Calendario

    settembre: 2017
    L M M G V S D
    « mar    
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    252627282930