Diario politico

di Maurizio Ambrogi Caporedattore interni Tg3

  • Probabilmente sulle liberalizzazioni il governo Monti poteva fare di più. Ma probabilmente (e alla luce dei risultati non esaltanti ottenuti dai liberali immaginari che lo hanno preceduto)  poteva fare molto meno. Discussione oziosa, comunque, e viziata da un modello di valutazione politica che sembra improvvisamente invecchiato. 

    Il vero dato politico che emerge dalla “lenzuolata” varata ieri dal governo, quello che in fondo passa nella comunicazione, è che Monti non si ferma, non si lascia imbrigliare o frenare da resistenze, proteste e minacce. In realtà non lascia loro nemmeno il tempo di dispiegarsi in pieno. Come è stato già sulle pensioni: riforma epocale e durissima che tutti hanno alla fine ingoiato senza fiatare. In meno di due mesi siamo già in piena “fase 2“, con un decreto pienamente operativo. Possono anche non piacere i contenuti del provvedimento (e se ne annuncia un altro la prossima settimana): alcune categorie sono già sul piede di guerra e minacciano scioperi e serrate, i partiti mandano segnali di insoddisfazione e disagio, ma si capisce che anche questa spallata, alla fine, passerà.

    L’altro dato politico è che la gran parte dei cittadini colpiti dalla prima manovra possono trovare qualche forma di compensazione e di soddisfazione nel vedere oggi che alcune categorie – a torto o a ragione considerate privilegiate o protette o chiuse a qualsiasi innovazione – siano chiamate ed anzi costrette a fare qualche sacrificio.

    Il terzo dato politico, che direttamente ne discende, è che la dialettica del governo “tecnico” non è più ormai con i partiti in Parlamento (costretti a votare senza troppo discutere) ma è direttamente col paese e con le categorie, da un lato, con i mercati, dall’altro. Il paese per ora sembra accettare con un misto di attesa e rassegnazione. Alcune categorie protestano, ma potrebbero non trovare in Parlamento le sponde del passato. Dai mercati cominciano ad arrivare segnali positivi, con le borse in risalita e lo spread finalmente in calo. E per Monti è questa la vera assicurazione sulla vita.

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  • Un commento

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    • Favorevolissimo sulle liberalizzazioni delle farmacie ma sui taxi ci sarebbero altre cose da fare!!!

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