Diario politico

di Maurizio Ambrogi Caporedattore interni Tg3

  • giu19

    Lega di lotta?

    ore14:45

    In tanti si augurano che la Lega torni ad essere un partito più di lotta che di governo. Non mi pare una prospettiva molto rassicurante, a sentire gli umori veri della cosiddetta base. Il Tg3 ha mandato in onda in questi giorni le voci del popolo leghista, e non c’è da stare tranquilli: ci sono i delusi da Berlusconi, quelli che dicono basta col bunga bunga, ma ci sono anche tanti delusi da Bossi e dal gruppo dirigente: perché non ha portato a casa nulla, su federalismo, contrasto all’immigrazione, sicurezza, difesa degli interessi del nord. E cosa vorrebbe questo pezzo d’Italia che ormai va per conto suo? La secessione? Sparare sui barconi dei clandestini? Vedere Napoli sommersa dai rifiuti? Rimandare a casa gli insegnanti o i magistrati di origini meridionali?

    Il vertice della Lega forse abbaia ma non morde. Il popolo leghista morde e basta. Tanti anni passati al governo non sono bastati né a completare una “agenda federalista”, né a riassorbire nel sistema l’egoismo identitario e gli spiriti animali sapientemente alimentati ed eccitati nella speranza di una impossibile rivoluzione nel nome della nazione padana. Tanta propaganda, pochi risultati: col risultato che l’equilibrio rischia ora di spezzarsi e di lasciare un pezzo d’Italia più arrabbiato e incontrollato di prima.

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  • 2 Commenti

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    • Se il popolo della lega morde e i vertici abbaiano e non hanno risolto nulla delle loro agende spero che il popolo (della lega) capisca e cerchi un altro referente (politico?).
      In fondo se un leghista ha un minimo di spirito critico è ora che capisca che il vertice era, è, e rimarrà….. un opportunista.
      Io non sono mai riuscito a capire un voto alla lega, ora con il senno di poi se anche poteva essere dato non verrà ridato. Penso che vedremo un partito, una lega, fortemente penalizzata alle prossime elezioni.
      in risposta a Davide del post precedente invece penso che il movimento 5 stelle catalizzerà molti di quelli che pensano che sia “meglio non partecipare” perlomeno, finora, ha dimostrato di essere un movimento coerente.

    • Il voto alla lega e’stato sempre classificato come voto di protesta. Molti studi hanno dimostrato che parte dell’elettorato della lega in passato aveva votato prima anche per il PCI. Negli anni passati la lega ha, anche, rappresentato l’alternativa al vecchio modo fare politica, ha rappresentato il mezzo per una partecipazione diretta dei cittadini di questo paese alla vita politica. Ma la lega oggi si e’ trasformata da movimento politico partecipato a partito di governo con tutti i limiti da sopra evidenziati. In Europa, ma anche nei paesi arabi c’e voglia di partecipare alle scelte del proprio paese, cosi’ come in Italia c’e’ voglia di partecipare direttamente alle scelte fondamentali vedi la partecipazione alle primarie di Milano, ma anche ai referendum. Se le opposizioni non sarano in grado di intercettare questi segnali avremo ancora anni di crisi ed un aumento dell’ “astensione” al voto che le grandi democrazie hanno registrato negli ultimi anni. Il motto e’ SE NON POSSO PARTECIPARE MEGLIO NON PARTECIPARE.

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