Si dice spesso che la politica a Palermo segue logiche diverse da quelle nazionali, a volte suggerendo o anticipando soluzioni o equilibri futuri. E certo nel caso delle primarie del centrosinistra sarebbe ingannevole giudicare quel che avvenuto con schemi nazionali: tipo, ha vinto chi voleva l’alleanza col terzo polo contro i fanatici dello schema di Vasto. Perché il vero messaggio che arriva da Palermo, come da Genova o da Napoli, è che nelle primarie è di fondamentale importanza la scelta dei candidati. Si potrebbe obiettare che le primarie servono proprio a questo, a selezionare democraticamente lo sfidante giusto che possa vincere poi le elezioni. E’ vero: e tuttavia il problema è come mai il partito egemone ha sempre maggiori difficoltà ad imporre le proprie scelte, e viene regolarmente spiazzato da outsider provenienti magari da partiti assai più piccoli.







